Se c’è un termine abusato, quanto incompreso, nel dire corrente, è quello di “scienza”. Alcuni lo manipolano, molti lo fraintendono, quasi tutti lo idolatrano. La scienza è il nuovo totem della post-modernità. Tutto è consentito in suo nome e tutto si giustifica se spacciato per “scientifico”. Tale vera e propria forma di distorsione cognitiva è così diffusa che il nuovo Presidente della Corte Costituzionale, Giuliano Amato, si è esibito – come prima dichiarazione pubblica – in una genuflessione della massima autorità giudiziaria alla supremazia del sapere scientifico su quello giuridico. E allora diventa indispensabile cercare di capire come siamo arrivati a questo punto. L’unico modo è quello di farsi aiutare dalla filosofia. Più precisamente da quella branca delle discipline filosofiche che va sotto il nome di “epistemologia”. Essa studia e riflette proprio sulle condizioni, sulle caratteristiche e sui limiti del sapere scientifico. Lo facciamo con uno specialista della materia: il Prof eccetera titolare eccetera. Solo così potremo finalmente decostruire l’odierna “mitologia” della scienza per giungere a un approccio più serio, razionale ed equilibrato a moltissimi argomenti scottanti dell’attualità; pandemia, in primis.