Insieme ad Alberto Micalizzi, ricercatore universitario e dottore commercialista, proviamo ad analizzare la manovra economica approvata la scorsa settimana al Consiglio dei Ministri e che ora dovrebbe passare al vaglio delle Camere. Non si tratta di una manovra espansiva, come annunciato dai media mainstream, ma di un provvedimento timido che intende portare il Paese sulla strada delle deindustrializzazione segnata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
LA MANOVRA DI DRAGHI PORTA ALLA DEINDUSTRIALIZZAZIONE DEL PAESE – Alberto Micalizzi
Condividi l'informazione libera!
FacebookTwitterRedditLinkedInWhatsAppPinterest
COME SI RAGGIUNGE LA PIENA OCCUPAZIONE COME SI RICOLLOCANO I 10 MLN DI ITALIANI SENZA LAVORO E SENZA ALCUN REDDITO ?
Bastano 4 passi
Prima di parlare di piena occupazione, è necessario sapere quanti disoccupati ci sono in uno Stato, in rapporto ai cittadini abili al lavoro, e per quale motivo ci sono quei disoccupati.
In italia ci sono circa 10 mln di cittadini disoccupati reali, complessivi, senza lavoro ed oltretutto senza alcun reddito, una vergogna, unico paese dell’occidente e non solo a non avere un sussidio per tutti i disoccupati, su una quota potenziale di 32 mln di abili al lavoro, il 30% praticamente.
In Italia ci sono tanti disoccupati perche le pensioni ed i salari sono da fame, i prezzi alle stelle, le imprese non sono competitive, non vendono, non producono, licenziano, delocalizzano, chiudono.
L’unica causa a questa condizione è l’ipertassazione, che riduce i salari, i redditi, alza i prezzi, rende le nostre imprese non competitive, sia in Italia che all’Estero, schiaccia l’economia, aumenta le tasse sulla spesa pubblica, aumenta la disoccupazione e soprattutto riduce il gettito fiscale per lo Stato, che lo costringe a fare deficit e debito. Noi abbiamo il doppio della pressione fiscale di tutti gli altri paesi del mondo, un vero record planetario ed il triplo della pressione fiscale che dovremmo avere se avessimo una economia equilibrata e una rendita diretta dello Stato adeguata.
Per ricollocare almeno 9 dei nostri 10 mln di disoccupati, non è necessario creare 9 mln di posti di lavoro, che sarebbe alquanto complicato, quasi impossibile, il processo di ricollocazione è differente.
Quali sono le operazioni da fare per raggiungere la piena occupazione ?
1) Rivoluzione fiscale (3 milioni al lavoro)
La prima cosa da fare è rivoluzionare il fisco, bisogna dare un taglio drastico generale a 360° alle nostre imposte, contributi e tasse, sul Reddito Irpef 26%+Inps 33% = 51% e Sui Consumi Indirette dentro i prezzi 64,8%+Iva 22%+locali 3% = 72%, in totale, complessivamente abbiamo una pressione fiscale tra reddito e consumi del 86% sui lavoratori, insostenibile, 64,8% per le imprese.
In un primo step si riduce la pressione fiscale del 50%, come segue Reddito Irpef 5%+Inps 20% = 24% Consumi Indirette 20%+Iva 5%+locali1% = 24%, in totale, complessivamente sono il 42% sui lavoratori, il 20% complessivo per le imprese.
Sono 400 MLD di eu che si rimettono nelle tasche di 60 mln di italiani e 5 mln di imprese, che si vanno a “coprire” con 168 MLD di extragettito fiscale, prodotto dal taglio, 192 MLD di risparmio sulle tasse della spesa pubblica (fatture fornitori e salari pubblici) e 40 MLD di deficit (2,3% del Pil) che facciamo tutti gli anni, avremo esattamente 400 MLD di copertura che ci porteranno al pareggio di bilancio (400-168-192-40 = 0). Questo il primo anno, il secondo si andrà in avanzo di 40 MLD di eu circa, si ripagherà il deficit e dal terzo fino al quinto anno in poi si andrà solo in avanzo.
In un secondo tempo si potrà andare oltre il 50% del taglio fiscale, fino al 70%, raggiungendo la quota del 28% complessivo sui lavoratori, vengono eliminate Irpef ed Iva, si paga solo il 20% di controbuto Inps sul reddito, e l’8% di imposte indirette dentro gli imponibili dei prezzi, l’8% complessivo per le imprese. Questo anche grazie alla statalizzazione dei servizi, delle imprese strategiche, banche ed assicurazioni comprese, e del 3° settore, che oggi fanno utili, che invece che a soggetti privati, andrebbero allo Stato per 250 MLD di eu anno. Sono 550 MLD di eu anno, che ritornano nelle tasche di 60 mln di cittadini, 5 mln di imprese, coperti da 250 MLD di extragettito, 282 MLD di tasse in meno sulla spesa pubblica (fatture fornitori e salari pubblici), 250 MLD di utili di Stato, che portano il nostro gettito fiscale a piu’ 232 MLD sulla spesa pubblica detassata a 588 MLD ad un complessivo di 820 MLD (550-250-282-250 = +232 MLD di gettito.
Questi due step durano 5+5 anni, 10 anni, in 10 anni, grazie alla drastica defiscalizzazione, ed il passaggio dalla fiscalità a fondo perduto, alla fiscalità a scambio, si vengono a creare da 1 milione fino a 3 milioni di posti i lavoro.
2) La riforma Inps (3 milioni in pensione)
Un altra anomalia italiana è l’Inps, un ente per la previdenza sociale che è finanziato dai contributi dei cittadini sul reddito, 33%, ma che utilizza questi finanziamenti per altri scopi.
L’Inps paga 64 MLD di eu anno per l’assistenza, cioè le pensioni sociali e di invalidità, oltretutto pensioni da fame, a cittadini che non hanno mai versato i contributi Inps.
L’Inps paga 70 MLD di eu anno, di erogazioni in eccesso su pensioni retributive, baby pensioni, vitalizi, pensioni d’oro, pluripensioni, a cittadini che non hanno versato i contributi per percepire quelle pensioni.
Sono 134 MLD di eu in piu’ sui 264 MLD di eu di erogazioni pensionistiche, e sui 334 MLD di eu di gettito Inps, il sistema non può stare in piedi. Ecco perche le pensioni sono da fame e ci sono grosse difficoltà a pagare tutti, e sono costretti a spostare in continuazione piu’ in la l’età della pensione, oggi 67 anni, domani 72 anni. Mentre bisognerebbe fare l’esatto contrario, per lasciare i posti di lavoro ai giovani. Oltretutto il sistema Inps è sostenuto da 20 mln di contribuenti su un potenziale di 33 mln di adulti abili al lavoro.
Per questo motivo è necessario scorporare l’assistenza dall’Inps e spostarla alla fiscalità generale, -64 MLD, e poi ricalcolare tutte le pensioni anomale al contributivo -70 MLD.
Lo Stato penserà ad erogare una Pensione Fiscale di base di 1.000 Eu mese a tutti i pensionati non Inps, sociali ed invalidi, erogandola anche in maniera totale o parziale, in base al reddito, ai pensionati Inps come integrazione al ricalcolo delle pensioni dal retributivo al contributivo, se molto basse, nell’attesa che la rivoluzione fiscale, contestuale a questa, aumenti il numero contribuenti, nuovi occupati, e che le pensioni vengano rivalutate in base al nuovo gettito, che a piena occupazone sarà di 450 MLD piuttosto che 334 MLD, avendo oltrtutto scaricato al fisco 134 MLD di costi in eccesso.
Con questa riforma si potranno pensionare circa 3 mln di lavoratori anziani over 60, liberando 3 mln di posti di lavoro per i giovani, e siccome un lavoratore a 60 anni, ha un salario molto alto, i numeri di posti di lavoro che si andranno a creare saranno di piu’ dei lavoratori mandati in pensione, sorattutto in una fase di forte ripresa economica, generata dalla rivoluzione fiscale.
3) La riforma della Scuola (2,5 milioni a scuola)
Tra quei 10 mln di disoccupati italiani, ci sono molti giovani, 3 mln di giovani che oggi non lavorano e non studiano, in quanto l’obbligo scolare oggi è previsto a 16 anni, in realtà a 14 anni se passi l’esame di 3° media.
E’ necessario quindi portare l’obbligo scolare a 18 anni, che non solo andrà ad occupare 2,5 mln di giovani, ma andrà anche ad aumentare gli studenti delle università, per via indiretta, per conseguanza. 2,5 milioni di giovani tolti dalla disoccupazione.
4) La riforma dell’esercito e della protezione civile (500mila alla leva)
L’Esercito in questo mondo di pace è piu’ che necessario, avere un esercito molto potente e la bomba atomica, non serve a minacciare il mondo, ma seve a non farsi invadere dagli esportatori di democrazia, vedi Iran, Nord Corea, Russia, Giappone, Cina, Israele.
L’esercito in tempo di pace è utile ad integrazione delle forze dell’ordine, è utile a supporto della protezione civile, per le questioni interne.
Per questo motivo è necessario riformare l’Esercito e la Protezione civile, ripristinare il servizio di Leva, Civile e Militare, sono 500 mila giovani occupati per un anno, e se qualche giovane si appassionerà potrà mettere la firma di ferma, nuovi posti di lavoro e professioni.
Un corso di base Militare, a supporto delle forze dell’ordine, un corso di base civile per il controllo, il ripristino del territorio, fiumi, laghi, mari, pianure, colline montagne, città, inquinamento dell’acqua, dell’aria, del terreno, ripristino della flora e della fauna terrestre, dei laghi, dei fiumi e marittima.
Un corso base di pronto intervento locale, in caso di frane, slavine, smottamenti, alluvioni, esondazioni, maremoti, eruzioni vulcaniche, terremoti, siccità, a sotegno dalla Protezione civile fatta da professionisti assunti dallo Stato, con una disponibilità permanente di giovani volontari preparati a livello locale, regionale, nazionale. Sono 500mila giovani sottratti alla disoccupazione ogni anno.
5) A copletamento della riforma economica, della Rivoluzione
Economica per il nostro paese ci sono anche le seguenti riforme :
a) La Statalizzazione di tutti i servizi, le imprese strategiche, Banche ed Assicuazioni comprese, statalizzazione del 3° settore, statalizzazione parziale di tutte le grandi imprese monopoliste ad alta automazione industriale e poca manodopera umana, 250 MLD di eu di utili anno per lo Stato.
b) La creazione di una Moneta Pubblica di Stato, solo interna, solo elettroinica, complementare all’euro relegato solo agli scambi import ed export, per proteggere la moneta interna da eventuali ritorsioni e speculazioni valutarie, per non violare i trattati internazionali che non contemplano il denaro digitale.
c) Passaggio dalla fiscalità a fondo perduto alla “fiscalità a scambio” dove per ongi cessione di denaro dal cittadino allo Stato lo stato deve corrispondere un servizio, che il cittadino usufruisce e paga allo stato invece che a privati.
d) Contrasto alla corruzione, sprechi e ruberie, all’evasione fiscale, che in parte si risolvono già con il drastico taglio fiscale e con la moneta elettronica.
e) Contrasto all’Automazione industriale, lo Stato oltre che vendere i servizi pubblici, avere imprese strategiche, statalizza parzialmente le imprese a forte automazione, robotizzazione, intelligenza artificiale, nel progetto di sostituire gli umani con le macchine, girare il reddito delle macchine agli umani, in base al proprio reddito, attraverso il Reddito da Utili di Stato, in modo tale che gli umani, con questo reddito, compreranno i beni e servizi delle macchine, chiuendo il ciclo economico, produzione di beni e servizi, denaro coperto dalla ricchezza reale, un Reddito congruo da lavoro o da redditi di Stato per tutti.
Marco Ctistofoli Moneta Pubblica Italia Sociale