Il linguaggio ci dà un potere immenso. Potere che può essere utilizzato in modo positivo e creativo, rendendoci divini creatori di una società giusta, o in modo negativo e distruttivo, rendendoci demoniaci creatori di una società ingiusta, travagliata dalla violenza e dall’oppressione dell’uomo sull’uomo e sulla natura.
Essere sovrani di noi stessi significa essere in grado di indirizzare la nostra attenzione dove vogliamo. Al contrario, non essere sovrani significa dipendere da qualcuno o da qualcosa che ci determina e ci domina.
Con le giuste pratiche possiamo imparare a essere padroni della nostra “cabina di regia interiore”, decidendo così, in accordo con l’Anima, quali “film” proiettare sullo schermo dei nostri pensieri e, di conseguenza, della nostra vita.
Anche coloro che si usa chiamare animali sono Centri di Coscienza, e resterei un attimino un po’ più cauto sulla loro descrizione anche se per certi aspetti ci si potrebbe azzeccare. A fatica siamo capaci di capire come funzioniamo noi stessi: persone che vivono e sono in risonanza con animali avvertono che spesso sugli animali si semplifica, e questo probabilmente proviene da un paradigma radicato, in cui siamo immersi dove addirittura gli animali vengono uccisi e mangiati. Viceversa potrebbe esserci anche una sopravvalutazione della razza umana a favore della stessa: in altre cuture ad esempio si dice che la Divinità sta anche negli animali, e questo genera un comportamento che è l’astensione dalla loro uccisione. Alcuni ragionano come dei Greci ma mangiano come dei Barbari, da cui si estrae che anche nella loro ragione c’è più di un problema.