Continua la lunga diretta di Byoblu con i nuovi aggiornamenti dalla manifestazione di Trieste. I manifestanti si sono infatti radunati nella piazza principale della città, sotto la prefettura per avere un colloquio con le istituzioni, dopo la repressione brutale da parte delle forze dell’ordine. È intervenuto il docente Pietro Ratto per commentare quanto successo a Trieste e lanciare l’allarme circa il destino dello stato democratico italiano, che si starebbe trasformando in uno stato di polizia compiuto.
LE SCENE DI TRIESTE COME QUELLE DI UNO STATO DI POLIZIA – Pietro Ratto
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CINQUE MOTIVI PER IL NO AL GREEN PASS
1. Il GREEN PASS NON E’ UNA TESSERA SANITARIA, BENSì POLITICA Infatti si permette al “sorcio” non vaccinato di accedere in bus affollati ma non in teatri e musei, dov’è invece possibile il contingentamento e distanziamento, oppure di consumare un caffè tra la calca del bancone ma non seduto in disparte ad un tavolo. Esso non serve dunque a contenere il contagio ma, al pari della tessera fascista, solo a discriminare chi “obbedisce” e chi “non obbedisce” ai diktat del Governo ed a penalizzare i non obbedienti/dissidenti tramite privazione dei loro diritti costituzionali, perfino del diritto basilare al lavoro (art.1 C.) la cui negazione, pure, equivale a negare gli stessi mezzi di sopravvivenza – almeno per chi ne dipende, non per capitalisti, rentiers e banchieri come Mario Draghi.
2. IL GOVERNO DRAGHI LODA L’ALTRUISMO DEL VACCINATO MA E’ COSI’ EGOISTA DA IMPORRE PERFINO A CHI E’ STATO COSTRETTO A VACCINARSI COL RICATTO DEL GREEN PASS CHE SE NE DICHIARI CONSENZIENTE ASSUMENDONE PIENA RESPONSABILITA’ – per inciso: nel disgraziato caso un lavoratore crepi o resti menomato da un ictus, nessun risarcimento ed andasse a farsi friggere lui e tutta la sua famiglia!
3. IL GREEN PASS E’ IL COLPO DI GRAZIA ALLA STABILITA’ DEL LAVORO E IL COMPIMENTO FINALE DELLA SUA PRECARIZZAZIONE. Sin dalla fine degli anni Ottanta il galoppante neoliberismo s’è posto l’obbiettivo della precarizzazione del contratto di lavoro e della graduale liquidazione di tutte le garanzie poste a tutela della sua stabilità (contratti a tempo determinato, interinale, CoCoCo etc), un obbiettivo raggiunto infine in Italia dal Governo Renzi con il “Job Act” e l’abolizione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori, scudo contro i licenziamenti ingiustificati. Ebbene, il Governo “tecnico” Draghi con il green pass va ben oltre, spazzando via con la violenza d’un maremoto qualsiasi sicurezza del posto di lavoro e vanificando gli stessi contratti a tempo indeterminato: ad es., sei diventato un valente primario d’ospedale superando una trafila di pubblici concorsi ed esercitando per decenni il tuo lavoro impeccabilmente? Non ha alcuna importanza, senza il green pass governativo dall’oggi al domani stai a casa privo di retribuzione!
4. IL GREEN PASS SPAZZA VIA L’UNIVERSALITA’ ED INALIENABILITA’ DEI DIRITTI E DELLE LIBERTA’ COSTITUZIONALI CONVERTENDOLI IN PRIVILEGI CONCESSI DAL GOVERNO SOLO AI CITTADINI OBBEDIENTI ED OSSEQUIENTI. Non v’è condotta più errata di chi corre a farsi iniettare un farmaco sperimentale per conquistare diritti e libertà che già gli sono propri in virtù della Costituzione! Un Governo che s’arroga il potere di sospenderli o concederli secondo che i cittadini siano conformi o meno alle sue direttive politiche non ha più nulla di democratico, tanto più quando a guidarlo è un superbanchiere dell’alta finanza massonica G30 privo della ben che minima investitura popolare.
5. IL GREEN PASS E’ UNA RIEDIZIONE GOVERNATIVA DELL’APP IMMUNI, FINALIZZATA A TRACCIARE E TENER SOTTO CONTROLLO OGNI NOSTRO MOVIMENTO
NO AL GREEN PASS,
DIMISSIONI IMMEDIATE DEL GOVERNO DRAGHI