Edoardo Gagliardi (Ph.D.), filosofo, giornalista e autore TV ha ideato il canale Metapolitics su Youtube, è giornalista per il canale Byoblu e Davvero TV. Si occupa, tra le altre cose, di storia moderna e contemporanea, filosofia e gli aspetti demografico-politici dell’immigrazione.
Nel suo libro “The great invasion. Storia dell’anti-immigrazionismo in USA. 1882-1965” Gagliardi analizza dal punto di vista storico le grandi ondate migratorie dall’Europa verso il Nuovo Mondo di fine Ottocento e prima metà del Novecento, focalizzandosi sui problemi dell’integrazione degli immigrati, della resistenza alla loro assimilazione da parte dei popoli autoctoni e delle leggi che tentarono di regolamentare, soprattutto in USA, il problema migratorio creato da flussi troppo rapidi e imponenti di nuovi cittadini.
Caro Gagliardi, i nativi americani sono quelle popolazioni già presenti sul suolo nord americano all’arrivo degli europei. Popolazioni sterminate da quest’ultimi con uno dei genocidi più brutali della storia dell’umanità. I coloni europei non hanno occupato un territorio disabitato, bensì un luogo dove viveva una popolazione suddivisa in diverse tribù, che vivevano in modo armonico e rispettoso con l’ambiente che li ospitava. Questo popolo variegato, i cosidetti “indiani d’America”, è stato ingannato, deportato e decimato con una violenza feroce e i pochi individui sopravvissuti allo sterminio rinchiusi in riserve, tuttora esistenti, dove vivono in condizioni miserabili. Facciamo attenzione quando parliamo di “Great invasion” , ma soprattutto cerchiamo di capire chi sono i veri invasori. Da un punto di vista migratorio, mi sembra innegabile che l’apporto dato da queste masse di migranti sia stato fondamentale agli Stati Uniti per diventare ciò che sono diventati, fatto salvo il fatto che una volta finito il loro compito nel aiutare il paese a diventare la potenza economica predominante sul pianeta, sono diventate un problema per l’integrazione, l’identità culturale e nazionale, ammesso che ve ne sia una in un paese come gli Stati Uniti. Ma questo rientra nella logica dello sfruttamento dell’umanità insita nella logica capitalista sulla quale non mi voglio dilungare, così come non apro il capitolo inerente allo schiavismo, altra pagina nefasta di questo “glorioso” paese, che ha fondato la sua “identità” nazional-wasp, su genocidi, deportazioni di massa e una cruenta guerra civile. Non sarebbe male se a qualche eminenza grigia di questo paese un giorno venisse in mente di chiedere scusa per i crimini commessi dai loro predecessori, non gli farebbe che un grande onore.