Abbiamo incontrato Franco D'Urso, Medico Pediatra di Catania che negli ultimi mesi ha fortemente criticato la gestione della crisi sanitaria. Ora che è stato annunciato il vaccino anticovid - vista la totale assenza di dati - il medico solleva diverse perplessità: "Che vaccino è? Ci hanno detto che è un RNA messaggero, ma questo cosa vuol dire? Io sono convinto che qualora venisse imposto obbligatoriamente al personale sanitario, almeno il 50% dei medici si riufiuterebbe di farlo, e non perchè sono contro i vaccini, ma perchè non sappiamo nulla su questo vaccino, non abbiamo alcun dato. Un vaccino ha bisogno di anni di sperimentazione prima di essere somministrato alla popolazione, invece qui ci sono voluti pochi mesi".
Tra i fatti accaduti negli ultimi giorni, però, il dottor D'Urso trova però anche dei motivi di sollievo: primo tra tutti l'ordinanza del Consiglio di Stato, a firma Franco Frattini, che non solo ha riabilitato l'uso dell'idrossiclorichina contro il Covid19, ma anche ribadito, in mancanza di prove scientifiche certe riguardo a un farmaco, la libertà professionale da attribuire ai medici, i quali hanno il diritto di valutare, "in scienza e coscienza", quali trattamenti siano indicati, e quali no, per i propri pazienti. Oltre al pronunciamento del Consiglio di Stato, D'Urso accoglie positivamente la notizia che il tribunale del lavoro di Messina abbia accolto il ricorso di un'infermiera che si riufiutava di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale, ribandendo così l'articolo 32 della Costituzione che vieta la somministrazione forzata di cure.
"Purtroppo ci sono molti medici che non vogliono parlare, sono sotto tiro. Molti colleghi hanno dimenticato qual è la nostra missione, sono diventati meri esecutori di norme imposte dall'alto".