Mentre a Parigi gli studenti della Sorbona protestavano contro una riforma scolastica definita classista e si scontravano con la gendarmeria francese, dando vita a quello che la Storia avrebbe poi conosciuto come il “Maggio francese”, in Italia, a undici chilometri dalle coste di Rimini, nasceva una delle più straordinarie e meravigliose utopie della nostra storia: l’Isola delle Rose.
Stiamo parlando di una piattaforma artificiale di circa 400 metri quadrati che sorgeva nel mar Adriatico, a 500 metri dalle acque territoriali italiane. Il primo maggio 1968 si dichiarò Stato indipendente con il nome di “Libera Teritorio de la Insulo de la Rozoj”; lingua ufficiale: l’esperanto; inno nazionale: il brano “Steuermann! Laß die Wacht!” (“Timoniere! Smonta di guardia!”), tratto dall’opera lirica “L’Olandese volante” di Richard Wagner; capo di Stato, Giorgio Rosa, l’ingegnere bolognese che l’aveva ideata nel 1958 e finita di costruire nel 1967.
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