07/10/2020
Distanziamento sociale, obbligo di indossare le mascherine, protocolli sanitari che affidano agli insegnanti il compito di valutare i sintomi influenzali degli alunni e di far scattare le rigide procedure di isolamento anche in presenza di uno starnuto.
Di fronte a queste imposizioni, c'è chi ha detto: “basta, questa non è più scuola, così si inculca solo paura ai bambini e si compromette il loro sviluppo”. È una maestra della scuola primaria, o meglio della scuola elementare come a noi di Byoblu piace ancora chiamarla, nonostante la dicitura ufficiale sia cambiata. Si chiama Rossella Ortolani e abbiamo deciso di intervistarla perché ha scritto una lunga e commovente lettera in cui spiega le ragioni della sua scelta di lasciare la scuola mettendosi in aspettativa.
“Lascio andare tutto come deve andare, e me ne vado.... ma non perché ho paura del Virus dei virus, non perché ho paura delle conseguenze di un errore di distanziamento, non perché ho paura dei bambini, no. Io non voglio essere complice di questo delirio, io insegno per tutti e cinque gli anni di scuola dei miei alunni a non aver paura” e “con queste nuove regole imposte non è più possibile”, ha detto la maestra Ortolani.
Secondo la donna è da almeno trent'anni che starebbero lavorando per inculcare la paura e “ce l’hanno fatta”. La speranza è che “almeno loro... i bambini... gridino, urlino, cantino, saltino sui banchi, si abbraccino, in una parola: vivano... non si facciano irretire e scappino al controllo delle menti perverse che stanno tenendo sotto scacco il mondo”, ha scritto in un passaggio della lettera la maestra.
Una soluzione potrebbe arrivare anche dalle scuole parentali e da un nuovo modo di fare scuola che metta al centro i bisogni, anche corporei ed emozionali, dei fanciulli e che faccia risaltare la loro innata creatività, troppo spessa repressa.
Il testo integrale della lettera è disponibile al seguente link: https://www.stefanomontanari.net/maestra-addio/
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